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Giugno 13, 2024L’8 giugno, a Matera, si è svolta una toccante presentazione del romanzo-reportage “Tutti vivi” di Valerio Millefoglie, un evento che ha registrato il tutto esaurito al Salone del Libro, attirando un pubblico principalmente composto da ventenni, nonostante la trama sembri destinata a genitori oltre i quaranta.
Il libro, pubblicato da Mondadori, è stato presentato nel suggestivo giardino del TAM e ha catturato il pubblico con la sua narrazione complessa e delicata. La storia prende le mosse da un tragico fatto di cronaca: nella notte tra il 10 e l’11 gennaio 2022, Elisa Bricchi, Domenico Di Canio, Costantino Merli e William Pagani, quattro amici tra i venti e i ventitré anni, perdono la vita annegando dopo che la loro auto si è ribaltata nel fiume Trebbia, nel Piacentino.
Questi ragazzi facevano parte di un collettivo di musica rap e trap. Dopo la loro morte, i genitori, trovando le canzoni nel computer di William, il produttore musicale del gruppo, decidono di ereditare la musica e l’amicizia dei figli, e nel caso di Costantino ed Elisa, anche il loro amore. Fondano un’etichetta discografica, pubblicano tre album e organizzano concerti per diffondere le loro voci.
La musica diventa così il filo conduttore che permette a Millefoglie di conoscere indirettamente questi ragazzi. Analizzando testi, video e realizzando interviste ai genitori, l’autore riesce a dar nuova vita ai ragazzi nelle sue pagine, grazie a un forte legame empatico con le famiglie. Millefoglie ha intrapreso una full immersion nei luoghi e nelle vite di questi giovani, visitando i posti significativi delle loro giornate e parlando a lungo con i loro cari, creando un ritratto autentico della loro quotidianità fino al tragico incidente. Il libro esplora non solo le vite dei ragazzi ma anche il modo in cui i loro cari affrontano il lutto per la perdita di un figlio, di un fidanzato, di un amico.
Durante la presentazione a Matera, accanto all’autore, era presente anche l’antropologa Elena Dellù, che ha contribuito con un dialogo sui suoni, sui reperti e su ciò che rimane di noi dopo la nostra scomparsa.
“Tutti vivi” è un libro emotivamente intenso. Millefoglie, interrogato su come ha vissuto questo coinvolgimento emotivo e fisico, ha risposto: “Il coinvolgimento fisico era necessario. Ho chiesto tanto a tutti loro, alle famiglie. Ho chiesto che ciò che è avvenuto quella notte continuasse a essere presente perché richiedeva del ricordo. Il mio arrivo a Piacenza era sempre un ritorno alla storia, anche se nel libro parto dal fatto di cronaca, dall’incidente: era un andare indietro nel tempo, ricomporre le loro vite, le loro storie e soprattutto la loro scrittura, le loro voci, la loro musica. Dovevo necessariamente mettermi in gioco perché chiedevo tanto a loro.
Inizialmente, l’idea era di seguire questa storia per un anno, ma trascorso quel periodo, ho continuato a tornare a Piacenza mensilmente per un altro anno ancora. Mi interessava capire perché questa storia mi avesse preso così tanto, perché fossi attratto da essa. Cosa c’era di me in questa storia? Nel libro c’è questo racconto.”
Millefoglie ha anche parlato delle difficoltà incontrate nel coinvolgere i familiari dei ragazzi: “All’inizio ero lì per fare un reportage per il Venerdì di Repubblica. La notizia non era nell’incidente di quattro ventenni ma nella singolarità delle loro canzoni ritrovate dai genitori che decidono di fondare un’etichetta discografica. Alcuni genitori volevano far conoscere le canzoni, altri erano più diffidenti. Il primo giorno a Piacenza, il padre di Elisa mi disse: ‘Non è la giornata giusta’. Dovevo guadagnarmi la loro fiducia, raccontando perché quelle canzoni mi piacevano e chiedendo di parlare dei loro figli nella vita, non nella morte. Così si è creato un legame. Ho viaggiato con una delle famiglie da Piacenza a Ginosa, e ho raccontato questo viaggio in uno degli ultimi capitoli del libro.”
Il libro è uscito a gennaio e Millefoglie ha notato con sorpresa il grande interesse da parte dei ventenni: “Mi aspettavo che fosse un libro più per genitori, ma ho visto molti giovani interessati. Coinvolgo spesso dei rapper, creo connessioni, e incontro genitori con storie simili. Ho conosciuto una donna che ha perso un figlio in un incidente; il ragazzo scriveva musica con il fratello gemello rimasto in vita.”
Attualmente, Valerio Millefoglie è impegnato nella serie podcast “Sei Città”, promossa da BPER Banca e Fondazione Gruppo Abele in collaborazione con Storielibere. Questa serie fa parte del progetto Present4Future, un’iniziativa di inclusione sociale per giovani italiani e stranieri tra i 14 e i 24 anni, ideata da BPER e Fondazione Gruppo Abele. Il progetto mira a sostenere la crescita di giovani in sei città italiane (Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo e Genova), aiutandoli a costruire un futuro migliore.




