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Agosto 10, 2024“Desidero esprimere le mie più sentite e calorose congratulazioni al professor Muhammad Yunus, Premio Nobel per la Pace e amico della Basilicata, per la sua recente nomina a Primo ministro ad interim del Bangladesh.”
Così dichiara il presidente della Giunta regionale, Vito Bardi, che aggiunge:
“Sono convinto che il professor Yunus, in un momento così critico e cruciale per il suo Paese, grazie al suo prestigio internazionale e alla sua competenza universalmente riconosciuta, saprà guidare il Bangladesh verso una transizione pacifica, indispensabile per superare una crisi che ha causato la perdita di tante giovani vite.
A nome del governo regionale e di tutta la Basilicata, esprimo il nostro più sentito augurio affinché la sua missione, seppur ardua, sia coronata dal successo. Auspichiamo che il professor Yunus possa presto venire a ritirare la laurea honoris causa conferitagli dall’Università degli Studi della Basilicata all’inizio della pandemia. Speriamo inoltre che continui il suo proficuo lavoro per la diffusione della metodologia di sviluppo del Social Business, iniziato in collaborazione con la Fondazione Città della Pace per i Bambini Basilicata.”
BIOGRAFIA DI YUNUS:
Muhammad Yunus, nato il 28 giugno 1940 a Chittagong in una famiglia benestante, è oggi una delle figure più influenti e rispettate a livello globale, noto soprattutto per aver vinto il Premio Nobel per la Pace nel 2006 grazie al suo straordinario contributo allo sviluppo economico e sociale del Bangladesh. La sua fama internazionale è legata principalmente alla fondazione della Grameen Bank, un’istituzione che ha rivoluzionato il settore del microcredito, fornendo prestiti senza garanzie a decine di milioni di donne rurali, contribuendo in modo significativo a sradicare la povertà estrema nel suo Paese. La Grameen Bank è stata co-vincitrice del Nobel insieme a Yunus, riconoscendo così il suo ruolo cruciale nel trasformare la vita delle persone più svantaggiate.
Nel discorso tenuto a Oslo in occasione della cerimonia di consegna del Nobel, Yunus affermò con forza: “Gli esseri umani non sono nati per soffrire la miseria, la fame e la povertà”. Questa convinzione ha guidato tutta la sua vita e le sue azioni, orientate sempre a promuovere il benessere e la dignità dei più poveri. Tuttavia, dopo aver ricevuto il prestigioso riconoscimento, Yunus prese in considerazione l’idea di fondare un partito politico, un progetto che avrebbe potuto consolidare ulteriormente la sua influenza. Tuttavia, abbandonò rapidamente questa iniziativa, probabilmente a causa della forte opposizione e dell’inimicizia che tale progetto suscitò tra i membri dell’élite al potere, un gruppo che lo ha sempre considerato un potenziale rivale politico.
Il governo della Premier Sheikh Hasina, il cui mandato è durato per ben 15 anni e si è concluso in modo tumultuoso con le sue dimissioni improvvise e la presa del potere da parte dell’esercito, ha mostrato un atteggiamento repressivo verso l’opposizione politica. La crescente popolarità di Yunus, vista come una minaccia diretta, lo ha esposto a un’intensa ostilità da parte del regime. Non sorprende che siano stati proprio i leader delle proteste studentesche, che hanno portato alla caduta della Premier, a chiedere che Yunus assumesse la guida del governo. Tuttavia, il percorso di Yunus è stato costellato di difficoltà. È stato oggetto di centinaia di procedimenti giudiziari e ha subito una campagna diffamatoria condotta da un’organizzazione di predicazione musulmana sponsorizzata dallo stato, che lo ha accusato di promuovere l’omosessualità, un’accusa particolarmente sensibile in un paese come il Bangladesh.
Dopo un mese di manifestazioni in tutto il paese, la presidenza del Bangladesh ha affidato a Yunus l’incarico di guidare un governo ad interim, in seguito allo scioglimento del Parlamento e alla fuga della Premier Sheikh Hasina. Questo incarico arriva in un momento di grande incertezza e sfide per il paese, ma il suo prestigio internazionale e la sua esperienza offrono una speranza per una transizione pacifica.
Yunus ha dovuto affrontare numerosi ostacoli durante il suo percorso. Nel 2011, fu costretto a lasciare la Grameen Bank, una decisione che lui stesso ha contestato con forza ma che è stata confermata dalla più alta corte del paese. I suoi sostenitori hanno attribuito questa cacciata all’influenza diretta di Hasina, che lo accusò di “succhiare il sangue dei poveri” attraverso i tassi di interesse applicati dalla banca. Più recentemente, a gennaio, Yunus e tre dei suoi collaboratori sono stati condannati a sei mesi di carcere da un tribunale di Dhaka per presunte violazioni delle leggi sul lavoro, sebbene siano stati rilasciati su cauzione in attesa dell’appello e abbiano respinto con forza tutte le accuse.
Nonostante le difficoltà, la storia di Yunus è quella di un uomo profondamente radicato nei valori della solidarietà e della giustizia sociale, valori che ha ereditato dalla sua famiglia. Cresciuto in un ambiente benestante, con un padre orafo e una madre, Sofia Khatun, che era solita aiutare regolarmente i poveri chiedendo la carità, Yunus ha sempre sentito il dovere morale di contribuire al miglioramento della società. Dopo aver completato gli studi di economia negli Stati Uniti, è tornato in Bangladesh nel 1971, assumendo la direzione del dipartimento di economia dell’Università di Chittagong. La sua attenzione si rivolse immediatamente alla lotta contro la povertà, un problema che divenne ancora più evidente dopo la grande carestia del 1974. Come ha dichiarato nel 2006, “Era difficile per me insegnare belle teorie economiche in un’aula universitaria. Dovevo fare subito qualcosa per aiutare le persone intorno a me”.
La sua prima iniziativa concreta fu quella di prestare i propri soldi ai poveri cestai, una mossa che rappresentava un tentativo di facilitare l’accesso ai piccoli prestiti per le persone troppo povere per beneficiare dei tradizionali prestiti bancari. Questa idea si trasformò nel corso degli anni nella Grameen Bank, fondata ufficialmente nel 1983. “Abbiamo creato un mondo senza schiavitù, un mondo senza vaiolo, un mondo senza apartheid. Creare un mondo senza povertà sarebbe il più grande di tutti questi risultati e li rafforzerebbe”, dichiarò Yunus, esprimendo un principio che guida ancora oggi il suo lavoro e la sua visione. “Un mondo in cui tutti potremmo essere orgogliosi di vivere”, aggiunse, delineando un ideale che continua a ispirare milioni di persone in tutto il mondo.




