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Gennaio 31, 2024Nella triste giornata di ieri, ci ha lasciato all’età di 90 anni l’indimenticabile attrice Sandra Milo. La sua dipartita è avvenuta serenamente nella sua residenza, circondata dall’affetto dei suoi cari, come da suo esplicito desiderio. L’annuncio è stato diffuso dalla sua famiglia. Affettuosamente chiamata “Sandrocchia” da Federico Fellini, che l’ha considerata una musa ispiratrice, Sandra Milo è stata una delle icone più amate del cinema italiano.
La celebre attrice ha visitato la Basilicata in due occasioni nei recenti anni: il 6 ottobre 2018 ha ricevuto il prestigioso Premio alla Carriera durante la cerimonia de “I Sassi d’Oro” a Casa Cava, nei suggestivi Sassi di Matera. Nel luglio del 2020, ha partecipato alla 13^ edizione di “Marateale” a Maratea, un evento dedicato alle stelle del cinema italiano e internazionale.
La carriera di Sandra Milo è stata straordinariamente prolifica, collaborando con illustri registi come Roberto Rossellini, Antonio Pietrangeli, Sergio Corbucci, Federico Fellini, Luigi Zampa, Dino Risi, Luciano Salce, Duccio Tessari, Pupi Avati, Gabriele Salvatores e Gabriele Muccino. Ha attraversato quasi settant’anni di cinema, dalla sua esordio con Alberto Sordi in “Lo scapolo” di Antonio Pietrangeli nel 1955 fino alla recente serie “Gigolò per caso”, pubblicata su una piattaforma streaming a Natale. La sua carriera non si è mai fermata, neanche quando, solo tre anni fa, si è impegnata a favore dei lavoratori dello spettacolo in difficoltà, incatenandosi davanti a Palazzo Chigi, un gesto che le valse l’incontro con il premier Conte.
Nata a Tunisi l’11 marzo 1933, da madre toscana e padre siciliano, Sandra Milo è cresciuta nella provincia di Pisa e ha trascorso l’adolescenza a Viareggio. Il suo primo matrimonio, contratto a soli quindici anni, fu annullato dalla Sacra Rota nel 1948. L’universo dello spettacolo ha accolto la diciottenne Salvatrice Elena Greco (il suo vero nome) nel 1955, quando fece il suo debutto cinematografico accanto ad Alberto Sordi.
Il suo ruolo più significativo giunse nel 1959 con “Il generale Della Rovere”, seguito da titoli entrati nella storia del cinema, come “Adua e le compagne”, “Fantasmi a Roma”, “Giulietta degli spiriti” e, soprattutto, “8½”, premiato con l’Oscar. La sua eredità nel mondo del cinema rimarrà indelebile, un tributo a una carriera straordinaria e appassionata.




