
il Gruppo Giovani del FAI fa la sua entrata nella città dei Sassi
Gennaio 28, 2024
In Lutto per Sandra Milo: fu presente a Matera per “I Sassi d’Oro” nel 2018.
Gennaio 30, 2024Massimo Duranti, curatore della mostra “Futurismo Italiano: Il Contributo del Mezzogiorno agli Sviluppi del Movimento,” inaugurata il 20 ottobre scorso a Palazzo Lanfranchi a Matera e prorogata fino al 9 aprile 2024, si focalizza sull’esposizione dei bozzetti di Fortunato Depero per lo stemma di Matera, uno dei quali è in mostra presso questa straordinaria esposizione dedicata al Futurismo Italiano.
Nel comunicato integrale, Duranti esprime la sua soddisfazione per l’esito della mostra e rivela nuovi dettagli sulla storia degli stemmi di Depero per Matera. Riferisce che Giuseppe Appella, noto critico e storico, ha recentemente illuminato la storia di uno di questi stemmi. Durante una visita a Matera nel 1981, Carlo Belli, amico di Depero, ricordò il suo legame con l’artista trentino e raccontò della realizzazione degli stemmi delle 96 province nel 1938. Successivamente, Franco Palumbo propose l’acquisto dello stemma di Matera alla Regione, e la tavola fu acquisita nel 1981.
Durante la ricerca per la mostra, Duranti apprese dell’esistenza di un bozzetto di Depero per lo stemma di Matera, proprietà della Regione. Tuttavia, nonostante le richieste di prestito e le telefonate, nessuno sembrava essere a conoscenza di questo bozzetto nei registri ufficiali della Regione. La svolta si verificò quando, durante l’allestimento della mostra, si scoprì che la tavola si trovava nella Sala Verrastro della Giunta regionale, visibile in una foto della sala riunioni. Questo, nonostante la tavola avesse dimensioni notevoli (50 x 40 cm.).
Duranti esprime la sua speranza che la Regione possa rivalutare la richiesta di prestito, consentendo l’esposizione della tavola nella mostra presso Palazzo Lanfranchi fino all’8 aprile. Conclude il comunicato sottolineando che, nonostante alcune incongruenze nelle immagini dei bozzetti, l’importanza culturale e storica di questa opera di Depero è evidente, e sarebbe auspicabile che venisse inclusa nell’inventario dei beni mobili della Regione. Infine, suggerisce che il Sindaco di Matera potrebbe richiederne il prestito per future occasioni culturali.





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