
Confapi: strategie per la valorizzazione completa delle risorse turistiche nella provincia di Matera.
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Gemellaggio tra Capitali Europee della Cultura: proposta della sezione CAI Matera a Nova Gorica.
Agosto 1, 2024Il malessere dei materani per il calo improvviso del turismo è molto più profondo di quanto si possa descrivere. Sebbene sia stato improvviso, non è stato imprevisto: già nel 2019, durante l’anno in cui Matera era Capitale Europea della Cultura, personalità come l’allora sindaco De Ruggiero avevano avvertito che il successo non doveva essere considerato un punto d’arrivo, ma piuttosto un inizio di un impegno programmatico decennale per stabilizzare la città nel circuito internazionale del turismo culturale.
Dopo aver portato la città, patrimonio dell’Unesco, all’attenzione del pubblico internazionale, era necessario continuare a lavorare per renderla una città d’arte e di cultura stabile, come Firenze, Mantova o Siena. Ciò significava sviluppare progetti che conferissero a Matera un’identità specifica e iniziative che attirassero turisti di fascia medio-alta. Tuttavia, si è adottato un approccio miope, pensando che la sola bellezza estetica potesse sostenere il turismo a lungo termine e costruire un futuro per la comunità.
La mancanza di eventi attrattivi, che includono non solo concerti musicali, ma anche grandi eventi artistici, scientifici e culturali, ha portato Matera a diventare semplicemente una tappa nel circuito turistico estivo della Puglia, paragonabile alle grotte di Castellana o ai trulli di Alberobello. La crescita esponenziale di servizi di accoglienza, bar, ristoranti e alberghi, non supportata da un continuo interesse del pubblico nazionale e internazionale, ha portato a una crisi del settore, in cui molti operatori non riescono a sopravvivere.
È quindi cruciale non sottovalutare la crescente tensione nel settore, che oggi culminerà in una manifestazione mirata a richiamare l’attenzione delle istituzioni, sia regionali che comunali, sulla situazione attuale. A questa tensione si aggiunge la grave crisi idrica che affligge una provincia il cui sviluppo è fondato su turismo e agricoltura, bloccando i suoi fondamentali economici.
La protesta è legittima e non può essere ignorata; richiede invece un’analisi approfondita nel Consiglio regionale. È evidente che la politica non è stata generosa con Matera e la sua provincia, a partire da una rappresentanza marginale nell’esecutivo regionale, dove il rapporto tra le province è sempre stato di almeno due terzi contro un terzo. Gli errori politici non sono senza conseguenze, poiché il gioco politico segue la teoria dei vasi comunicanti: il vuoto lasciato viene riempito da chi sa approfittarne, e anche questo sta diventando evidente.




