
Metamorphosis in Art: arte in trasformazione nei Sassi di Matera.
Marzo 24, 2026
Tra fede e bellezza: Matera accoglie “Mater Sacra” dal 10 al 12 aprile.
Aprile 9, 2026Il volume Le tre donne. Racconti nei Rioni Sassi di Matera di Eustachio Nicoletti (Villani Editore, 272 pp., 20 euro) si configura non soltanto come una testimonianza intensa e memorabile di tre generazioni familiari, ma anche come una vera e propria immersione in quel microcosmo irripetibile che furono i Sassi di Matera fino agli anni Sessanta del Novecento. L’opera si muove infatti su un duplice piano: da un lato la narrazione viva, concreta, spesso aspra della quotidianità; dall’altro un’attenta indagine antropologica sui codici culturali, sui comportamenti e sui linguaggi di una comunità contadina e proletaria.
In questo contesto, assume un valore particolare l’attenzione al linguaggio: non solo come mezzo espressivo, ma come traccia identitaria. Emblematico è il recupero del dialetto materano, accompagnato dal prezioso glossario curato da Francesco Avolio, che restituisce al lettore la forza sonora e simbolica di un mondo in cui ogni parola custodisce memoria, appartenenza e visione della realtà.
Il libro è costruito come un mosaico di racconti di costume: episodi di vita quotidiana che spaziano dai matrimoni alle separazioni, dalle piccole rivalità alle lotte tra poveri, dalle angherie subite dai padroni alle strategie di sopravvivenza, fino alla presenza di figure come le fattucchiere e alla complessa trama di relazioni di vicinato. Ne emerge un affresco corale, animato e stratificato, ulteriormente arricchito dai disegni intensi e partecipi di Giuseppe Palumbo e dalla prefazione di Pancrazio Toscano, che contribuiscono a orientare e amplificare la lettura.
Uno degli intenti più significativi dell’opera è quello di sottrarre la narrazione dei Sassi a quell’aura di idealizzazione che, nel tempo, ha spesso deformato la percezione di questo straordinario luogo. Nicoletti si oppone a uno sguardo esterno, talvolta superficiale, che ha oscillato tra fascinazione estetica e incomprensione sociale. Come egli stesso osserva, gli elementi culturali del mondo contadino – il canto, i rituali, le credenze, la mentalità – non venivano riconosciuti come valori sociali autentici, ma osservati con un atteggiamento ambiguo, sospeso tra disprezzo e suggestione. Ne derivava una rappresentazione parziale, quando non distorta, dell’universo contadino del Mezzogiorno.
A questa visione si affianca la denuncia implicita delle barriere – materiali e simboliche – erette dalla borghesia emergente, che finì per isolare e occultare la realtà del proletariato dei rioni Sassi. Veri e propri “muri”, non solo fisici ma anche culturali, costruiti per separare, marginalizzare e rendere invisibile una parte fondamentale della città.
Al centro della narrazione si impone infine la dimensione femminile, evocata già nel titolo: sono le donne di tre generazioni a scandire il ritmo del tempo e a incarnare, in modo emblematico, la durezza della vita nei Sassi. La loro esperienza restituisce una condizione segnata da fatica, resilienza e continua adattabilità. Nelle case-grotta, spesso condivise con gli animali e sovraffollate, le donne erano costrette a sviluppare una straordinaria forza fisica e morale per affrontare ogni giorno situazioni imprevedibili, in un equilibrio precario tra necessità e sopravvivenza. Ogni giornata poteva portare nuove difficoltà, da gestire con prontezza per evitare conseguenze irreparabili in un contesto già profondamente segnato dalla povertà.
Ne emerge un libro che non si limita a raccontare, ma invita a riflettere. Un’opera necessaria, soprattutto oggi, in un tempo dominato da narrazioni semplificate e logiche di consumo rapido, in cui il recupero di memorie complesse e autentiche diventa un atto culturale di grande valore.




